Game Saves Game Saves – Ricordi di un videogiocatore fuori target
di Angelo Franco

Sono lieto, eccitato ed un pizzico timoroso nell’annunciare la pubblicazione del mio primo libricino. E’ una raccolta di memorie personali, storie vere di vita vissuta dal sottoscritto ex-ragazzino cresciuto a pane e videogiochi.

Dai primi coloratissimi anni ’80 fino ai giorni nostri, un terzo di secolo colmo di ricordi, di amici, di passioni, accomunati da un unico, incessante leit motif. Cartoline indelebili, alcune delle quali piuttosto bizzarre. Alcune probabilmente molto simili a quelle che voi stessi conservate e a cui, spero, di riportarvi con un sorriso.

E’ disponibile in versione Kindle e cartacea sullo store Amazon.

Dal 24 Dicembre disponibile anche sullo store Kobo e iBooks!

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Prefazione

Ho quarant’anni, anzi quarantuno per l’esattezza. Ho un figlio, una moglie e un gatto di cui prendermi cura. Bollette, sciatica e calvizie sono mie antagoniste quotidiane. E la riforma delle pensioni è argomento che per forza di cose cattura la mia attenzione, quando ne parlano al TG. Come me immagino tanti miei coetanei, tutti alle prese con le responsabilità, le difficoltà ma anche le gioie che la vita quotidianamente ci riserva. E tra queste ultime, le gioie dico, oltre a figli, amore, denari, salute e quant’altro, sicuramente c’è quella di esser cresciuti nell’ultimo ventennio del ventesimo secolo. Meglio ancora se li si è vissuti con un pizzico di spensierato spirito nerd-avventuriero, aperto a tutte le novità di quegli anni. Meglio doppio carpiato se li si è vissuti anche, e dico anche, da videogiocatori. Qualcuno ormai non lo è più, qualcuno ancora sì. Per esempio, il sottoscritto. Ma so di non essere il solo, anzi, so che siamo in tanti.

A tutti voi è rivolta questa raccolta di ricordi, affinché possa strapparvi anche un solo nostalgico sorriso, sollecitando la vostra memoria. È anche per i lettori più giovani, così che possano deridere noi vecchietti per usi e costumi probabilmente ben peggiori e imbarazzanti di quelli attuali, o forse nemmeno così diversi in fin dei conti. Ed è pure per i lettori più in là con gli anni, i quali ancora si interrogano sul perché i loro figli rimanessero attaccati per ore e ore a quelle macchinette infernali, o dei motivi per cui lo fanno tutt’ora.

È per me stesso, per ricordare i motivi per cui, dopo più di tre decenni, tuttora cerco di ritagliarmi spazi di tempo, sempre più notturni, da dedicare a ciò che ritengo non solo un hobby ma una vera, salutare digressione dalla routine quotidiana, una breve ed economica vacanza in località ogni volta diverse ed emozionanti. Una distrazione ben differente dalla pur immancabile corsetta quotidiana, ma anch’essa parimenti benefica.

Infine, queste pagine rappresentano anche il goffo tentativo di raccontarmi a mio figlio, di quando ero ragazzino come lui lo sarà, alle prese con mille scoperte e passioni, nonché infiniti errori e delusioni, certo, ma il tutto accompagnato da un leitmotif non esclusivo ma sicuramente incessante e trasversale: i videogiochi.

Ce ne sarebbero così tanti da trattare, di temi importanti: dall’appetito implacabile per cinema e lettura, dal tifo calcistico alla pratica sportiva, dalla graduale scoperta del gentil sesso agli amici di quelli che restano tali per tutta la vita, anche se non li vedi quasi più. E la scuola, certo. Ma tra tutti questi aspetti più o meno fondamentali nella crescita di ognuno di noi, l’essere in qualche modo nerd, a quei tempi ma soprattutto in odierna età adulta, è il più peculiare, anche se un certo sdoganamento c’è stato.

Eh sì, figlio mio, tuo papà gioca ancora con i videogiochi e non vede l’ora di poterlo fare con te, di poterti introdurre in modo coscienzioso, più di quanto non abbia fatto lui stesso, ad un passatempo che non dev’essere prevaricante ma complementare a mille altre cose che vorrai e dovrai sperimentare, e di cui imparerai a riconoscerne il valore.

Come mai un libro e non un blog? Perché non YouTube? Non perché sia vecchio, cioè forse lo sono ma non è quello il motivo. Il libro, digitale ma soprattutto quello cartaceo, resta. Il libro sopravvive a domini .it non rinnovati, a siti che si vendono ad altri più grandi, o semplicemente più cliccati, per vedere tutto il proprio contenuto svanire per sempre. Il libro è fruibile ovunque, anche se hai già esaurito i giga di traffico mensili. Infine, il libro richiede un’attenzione maggiore sia durante la scrittura, sia durante la lettura. Non può essere un sottofondo. Un libro vi aspetta lì, la sera, finché non l’avete finito. O finché non l’avete bruciato o cancellato dal vostro reader. Poi mi direte com’è andata questa volta.

Prima di lasciarvi ai miei ricordi con l’auspicio di divertirvi, anche solo un pochino, ringrazio ognuno degli ex-ragazzini con cui ho condiviso gli anni più spensierati. Di tutti conservo liete ed indelebili immagini. Alcune sono descritte in queste pagine. Altre… attendono solo di essere scritte.