24.ago.2010 Il gaming e la stampa italiana

Non faccio in tempo a tornare dal gamescom di Colonia che mi capita di imbattermi in due notizie relative ai videogiochi sui mezzi di informazione italiani.
In realtà volevo verificare se la fiera tedesca aveva ottenuto un minimo di visibilità sulla stampa generalista del nostro paese ma, mio malgrado, ho trovato tutt’altro.
La cosa è strana visto che con ben 254’000 visitatori è diventata la fiera del settore più grande al mondo, sicuramente più del Tokyo Game Show, ormai in declino come tutta l’industria nipponica porta a supporre, e dell’E3, carrozzone americano che giusto negli ultimi due anni ha ripreso lo smalto di un tempo.
Il successo è stato tale da dichiarare subito le date della prossima edizione (dal 17 al 21 Agosto 2010 e confidiamo di partecipare nuovamente).
Ma torniamo all’Italia.
La prima notizia che ho notato, una volta sceso dall’aereo e riconnesso con l’ambiente nostrano, è quella relativa alla diatriba tra Sony e il Comune di Siena per Gran Turismo 5.
Qualche dettaglio mi era già giunto all’orecchio in Germania, mentre commentavo qualche feed nella press room, intento a gustarmi un piatto di pasta stracotta fornito dal bar della business area.
Incredibile pensare che i simboli delle Contrade possano generare un tale polverone, soprattutto se si pensa che la città toscana verrebbe vista, almeno nella sua riproduzione digitale, da milioni di persone, impegnate a guidare i kart ma sicuramente affascinati dall’ambientazione.
Insomma: credo che sia più pubblicità gratuita che altro.
La seconda notizia, letta sull’Ansa mentre cercavo di riprendermi dopo il viaggio, ben coricato sul divano e tramite il browser del Wii, parla dei dubbi espressi da Liam Fox, Ministro della Difesa britannico, quando ha saputo che nel prossimo Medal Of Honor di EA si potranno impersonare tanto i militari della forze speciali USA quanto i Talebani.
Personalmente credo che la cosa sia ben più che normale, soprattutto in un ottica di completezza della riproduzione di un conflitto che, meglio ricordarlo, è ancora in corso.
Certo che da quanto ho visto a Colonia il paragone tra il gioco e The Hurt Locker, ultimo capolavoro di Kathryn Bigelow, non è che regga poi molto anche se l’idea di allontanarsi dallo shooter militare propagandistico, se realizzata con criterio, non fa che rallegrarmi.
Per entrambi gli articoli, comunque, la copertura è stata marginale e non troppo approfondita. Quello che fa riflettere è il fatto che il videogioco, per la stampa italiana, meriti spazio solo per fare sensazione, per parlare di scandali e comunque non per informare i consumatori. In poche parole si è lontanissimi dal rappresentarlo un media degno al pari di cinema e letteratura.
Di strada da fare, per questo traguardo, ce n’è ancora veramente molta.
Link alle notizie:
- La Playstation gioca col Palio Siena: «Sequestrate il gioco» sul Corriere
- Ministro Gb contro ‘Medal of honor’ E’ un videogioco anti patriottico sull’Ansa