26.lug.2010 Kinect: dead on arrival?

L’E3 2010 doveva essere il palcoscenico perfetto per svelare tutti i segreti nascosti dal nome Project Natal. Microsoft ha deciso di mostrare le proprie carte solo in parte, presentando la tecnologia in via quasi definitiva ma glissando senza nemmeno troppo stile su due fattori decisamente importanti, prezzo e data d’uscita definitiva sui
vari mercati.
Per quanto l’utilizzo della nuova dashboard, ridisegnata proprio con in mente Kinect ed il solo uso delle mani, sia decisamente affascinante, è sull’usabilità della periferica e i giochi che si sono concentrati i dubbi maggiori.
Parlando con alcune persone che erano presenti a Los Angeles e hanno potuto provare con mano Kinect, ho raccolto i pareri più disparati, anche se la maggior parte nutrono seri dubbi sulla qualità dell’esperienza. Tra lag, forzature nella tipologia di interazione e scarso riconoscimento dei movimenti minori sono molti quelli che bocciano la loro prima esperienza diretta, così come si moltiplicano le voci di dissenso tra gli addetti ai lavori dal lato dello sviluppo, obbligati a rivedere in parte le tipologie di gameplay che avevano in mente per adattarli alle potenzialità reali del device che arriverà sugli scaffali dei negozi.
Sul fronte giochi gli scettici aumentano, ma è proprio su questo punto che vorrei riflettere: è parere comune che la stragrande maggioranza dei titoli di lancio per Kinect siano stati ideati, sviluppati e rifiniti con in mente l’utenza base, quella che ancora probabilmente non possiede la console. Il core public sembra tagliato fuori, almeno quello statunitense che ha applaudito al limite dell’eccesso l’apertura della press conference a base di Call Of Duty: Black Ops e Medal Of Honor, per poi ammutolirsi sdegnato.
È proprio vero che nessun titolo di lancio di Kinect può risultare interessante per i giocatori di vecchia data?
Prendiamo in esame tre dei titoli presentati da Microsoft: Kinectimals, Kinect Sports e Dance Central. Cosa li accomuna? Il fatto, forse assolutamente non sottolineato abbastanza, che sono in sviluppo presso studi affermati, di primo piano, con un know-how e un bagaglio culturale importante nell’industria dei videogiochi.
- Kinectimals: Frontier Developments ha dimostrato di saperci fare in questa generazione pubblicando due dei titoli di punta dell’offerta WiiWare. Lostwinds e Lostwinds: Winter Of The Melodias sono stati il simbolo dell’idea alla base dei giochi scaricabili per Wii: originalità, stile delizioso, prezzo abbordabile. Certo: l’idea di partenza di Kinectimals è quella di Nintendogs, titolo multimilionario che ha fatto la fortuna di DS nel breve e medio periodo dal lancio, ma l’interazione con le mani è sicuramente più diretta e invitante rispetto all’uso del pennino e del touch screen del portatile Nintendo. La grafica ispirata a quel piccolo capolavoro di stile che è Viva Pinata, poi, sembra decisamente piacevole, così come il design fumettoso e simpatico del tigrotto visto nel trailer dell’E3.
Non sarà una rivoluzione, ma Kinectimals potrebbe far appassionare i più piccoli e intenerire i più grandi, attirati dagli occhioni degli animaletti creati dallo studio di David Braben. Oltretutto le buone vendite del gioco potrebbero finalmente dare il boost che serve allo sviluppo dello scomparso The Outsider, almeno quel tanto che basta per farlo tornare sotto le luci della ribalta.
- Kinect Sports: Rare continua ad essere lo sviluppatore prescelto da Microsoft per spingere le piccole grandi innovazioni che dovrebbero cambiare il volto della console, avvicinandola al grande pubblico. È accaduto con gli Avatar, anche se il successo ottenuto non è stato eccezionale, ora utilizzati in un titolo multievento a sfondo sportivo, il primo per il rilevatore di movimento di Xbox 360. Le discipline vanno dall’interessante (il ping pong da giocare con il solo uso delle mani) al mediocre (il lancio del giavellotto), ma il vero valore aggiunto potrebbe essere la modalità calcistica anche se la tipologia di interazione è ancora tutta da verificare, così come le modalità multiplayer, sia locale che online, vero possibile ago della bilancia per il successo dell’intera produzione.
- Dance Central: Harmonix ha saputo tenere tenere testa al fenomeno Guitar Hero, forse superandolo con le ultime uscite del brand Rock Band. Ora che il genere è saturo, soprattutto a causa dell’alto numero di seguiti molto simili tra loro immessi sul mercato in un arco di tempo decisamente breve, è necessario guardare oltre, sperimentando ancora. Il successo di Just Dance di Ubisoft è stata sicuramente una fonte di ispirazione ma quale miglior attività si presta al non uso di un controller fisico oltre al ballo?
Dance Central ha dell’ottimo potenziale, sicuramente superiore a quello di DJ Hero, poco redditizia nuova IP di Activision dell’anno scorso. Permangono i dubbi sui rilevamenti dei movimenti più complessi e, soprattutto, delle tempistiche: ballare fuori tempo potrebbe portare a punteggi notevoli ma alla morte del divertimento.


Il trittico di giochi appena mostrato non comprende marines, armi di distruzione di massa, alieni in procinto di conquistare pianeti e cut scene da migliaia di dollari, ma rappresenta il primo tentativo di far dialogare l’uomo e ciò che avviene su schermo senza alcuna interfaccia materiale nel mezzo.
L’appeal per il grande pubblico potrebbe essere limitato ma sarebbe un peccato volersi privare di una prova di persona, magari con la mente sgombra da eventuali pregiudizi maturati sulla base di video e pareri altrui.
Da questo punto di vista sarà proprio il prezzo a decidere le sorti di Kinect nel brevissimo periodo. La recente conferma di quello trapelato all’E3, fissato in Europa intorno ai 150 Euro con incluso Kinect Adventures, è decisamente troppo alto per spingere gli scettici verso l’acquisto, soprattutto se non sono ancora possessori della console.
Probabilmente il miracolo potrebbero farlo i bundle, se scelti con cura e collocati su una fascia di prezzo che offra maggiori contenuti a fronte di una spesa ingente ma non totalmente fuori mercato. In quest’ottica il lancio della nuova versione di Xbox 360 è stato anticipato troppo e avrebbe potuto trainare le vendite di Kinect in modo esemplare se fosse stato collocato nello stesso periodo di tempo.